Storia di Macchia

C’era una volta, in un piccolo paese, una grande piazza in cui nessuno voleva andare.

Ai cittadini non piaceva perché al centro del bianco e splendente pavimento era comparsa una chiazza scura.

All’inizio i passanti la guardavano straniti. Alcuni storcevano il naso, altri abbassavano lo sguardo, altri ancora corrugavano la fronte in segno di disgusto. Insomma quella chiazza stonava con l’ambiente! Era così brutta che un emendamento vietò ai bambini di entrare nella piazza perché poteva urtare la loro sensibilità.

Le signore amanti del bon-ton fecero una raccolta firme e riuscirono a convincere il comune a cancellare quell’obbrobrio. Ma in un solo giorno la chiazza ricomparì e neanche farlo apposta era più grande di prima. I pompieri allora presero le pompe d’acqua più potenti che avevano ma la chiazza non voleva saperne di sparire. Sembrava una stregoneria! Più gli abitanti cercavano di cancellarla più la chiazza si ingrandiva. Vennero chiamati maghi, indovini e pure il papa ma nemmeno la sua benedizione fermò lo strano fenomeno.

Fino a che, un giorno, una bambina giocando a nascondino entrò nella piazza. Non c’era mai stata. Oh che grande macchia…sembra un’enorme pallina di Natale pensò la piccola avvicinandosi per guardare meglio. Con le sue scarpine camminò fino al centro della chiazza. Da lì tutto sembrava piccolo e lontano.

“Come dici?” chiese alla chiazza avvicinandosi con l’orecchio a terra.

“Ti senti tutta sola e vuoi compagnia?” domandò sorpresa alla chiazza.

“Oh ma non ti devi preoccupare ora ci sono io e sarò tua amica per sempre. Va bene Macchia?” fece alla chiazza per terra e così dicendo si sedette, prese il gessetto che portava sempre con sé e fece un disegno.

“Questa è la mia famiglia. L’ho disegnata per te così non ti sentirai sola nemmeno di notte. Adesso torno dai miei amici ma domani vengo a trovarti ancora!”

La bambina passava ogni giorno a trovare la sua nuova amica.

“Accidenti Macchia ti fai sempre più grande!” le disse. “Come dici?” domandò sempre appoggiando l’orecchio a terra. “Vorresti tanti altri disegni belli? Ma Macchia, da sola non posso riempirti di disegni. Mi serve aiuto!” disse sbigottita la bambina.

Corse via e convinse tutti i bambini del paese a prendere dei gessetti perché Macchia aveva bisogno di tanti per essere felice. Il giorno seguente migliaia di piedini silenziosi arrivarono alla piazza. Nessuno sapeva che si trovavano lì e i piccoli, chini verso terra, disegnarono su Macchia splendidi disegni.

“Vedrai Macchia come ti divertirai…” sussurrò la bambina all’amica ma si interruppe subito “Shh dovete stare in silenzio altrimenti ci scopriranno i grandi!” sentenziò la bambina agli amici. Così, silenziosi, i piccoli uomini creavano e coloravano. Tornati a casa tutti pensavano al capolavoro che stavano realizzando e l’indomani si recarono con la bambina alla piazza.

C’era qualcosa di strano perché Macchia non era più scura ma stava lievemente cambiando colore mettendo così più in risalto i disegni dei bambini che ignari della magia ne approfittarono per disegnare ancora.

Passarono le stagioni e all’esplosione di un temporale estivo i genitori si stupirono di non trovare in casa i propri bambini. Allarmati uscirono nelle strade a cercarli ma di loro nessuna traccia. Dove saranno finiti? si chiesero tutti presi dal panico. C’era solo un ultimo posto in cui cercare. Preoccupati imboccarono la strada per la piazza e man mano che si avvicinavo iniziarono a sentire schiamazzi e risate dei propri bambini.

“Corriamo prima che la chiazza faccia del male ai nostri bambini!” urlò un genitore.

Come schegge si fiondarono per salvare i piccoli ma arrivati alla piazza rimasero tutti di stucco. La grande chiazza scura che nessuno era mai stato capace di cancellare era diventata un bellissimo capolavoro di colori allegri e spiritosi. Alla vista dei loro genitori i bambini corsero loro incontro e diedero ad ognuno un gessetto con cui colorare. Increduli gli adulti non si fecero domande e guidati dai loro piccoli si piegarono a terra per disegnare. Si divertirono così tanto da voler tornare il giorno seguente.

Ma al loro arrivo la chiazza era sparita e di Macchia restava solo una scritta “Nessuna pozione è magica come l’amore che cancella il dolore e educa alla bellezza”.

“Papà dove è finita Macchia?” chiese la bambina triste perché non vedeva più la sua amica.

“Piccola mia, Macchia è partita per una avventura. Ora sarà in una nuova piazza per aiutare i grandi a diventare piccoli rendendoli capaci di trasformare la cattiveria in bontà… come ha fatto qui.” le rispose accarezzandole la testa.

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