L’isola di Cocc

C’era una volta, anni e anni fa, un’isola particolare. Pochissime persone ci avevano messo piede e dopo i loro racconti nessuno pareva intenzionato a farlo. Sembrava infatti che l’isola avesse la maledizione del pirata Cocc creata per non far trovare il tesoro che nascose.

Si diceva che l’isola fosse abitata da piante spaventose. Scure e di un fogliame intenso avevano grossi tronchi e lunghi rami che, come dita affusolate, si intrecciavano gli uni agli altri formando una corazza indistruttibile per l’isola. Non era possibile tagliare il groviglio di rami perché questi ricrescevano subito diventando ancora più lunghi. Nessuna specie animale viveva nell’isola perché le piante erano fameliche e mangiavano tutto quello che incontravano.

Un giorno però accadde qualcosa di straordinario. Al centro dell’isola, un cratere dormiente si svegliò deciso a creare scompiglio zampillando lava in ogni dove. L’isola non sapeva cosa fare. Sembrava che una parte di sé fosse fuori controllo. Impaurita chiamò tutti i suoi rami per allungarsi fino al mare, prendere dell’acqua e spegnere il cratere. Ma tutti gli sforzi che faceva sembravano inutili. Il cratere era più forte. Ci volle diverso tempo prima che decise di tornare a dormire.

La lava aveva trasformato l’isola. Non c’era più un’armatura di rami. L’isola era nuda. Poteva vedere l’azzurro del mare, perdersi nel cielo infinito e sentire il calore del sole. Con quella nuova visuale scoprì una sirena con gli occhi dolci che sembrava sempre impegnata. Pensava tanto e faceva di più. Correva qua e là e quando era stanca si posava su uno scoglio piatto parlando da sola.

Quella sirena piaceva all’isola. I suoi modi di fare e la generosità che dimostrava verso gli animali del mare sembravano fare di lei una persona di buon cuore pronta a qualsiasi cosa per gli altri. L’isola pensò che le sue spiagge sarebbero potute diventare un posto speciale in grado di dare sollievo alle persone impegnate come la sirena. Così si mise al lavoro per diventare quello che non era mai stata!

Riuscì a creare delle piccole oasi per ascoltare i suoi futuri ospiti e farli sentire in un ambiente protetto. Con le piante, fedeli amiche, generò un percorso ombroso per correre, saltare e giocare cosicché tutti potessero avere un posto in cui sfogarsi. Profumò l’aria di dolce per dare una coccola soave ai suoi visitatori. Costruì tante piccole aree picnic perché i suoi ospiti potessero incontrarsi, passare del tempo assieme e divertirsi.

La sirena incantata dalla trasformazione dell’isola si posò su uno dei suoi scogli.

“Sei cambiata molto!” le disse “Cosa è successo?” domandò all’isola.

“Ho capito che le onde si sbagliavano.” rispose questa.

“Cosa vuoi dire?”

“Vedi sirena, dal mare mi arrivano sempre notizie tristi. Sembrava che non ci fosse nulla di buono nel mondo. Così diffidente e malpensante come sono stata ho deciso di proteggermi dalle persone indiscrete che non rispettano e non si prendono cura. Volevo non essere disturbata.”

“Vuoi forse dirmi che la corazza di rami serviva per proteggere te e non il tesoro del pirata Cocc?” domandò la sirena.

“Io sono il tesoro del pirata. Il tesoro di cui tutti narrano non è fatto d’oro e di gioielli. È uno stile di vita ma le notizie che mi arrivavano mi hanno fatto credere che non fosse tempo di farlo trovare.” disse fiera di sé l’isola.

“Dimmi, dunque, quale è il tesoro che nascondi?”

“Aiutami a scriverlo così i miei futuri visitatori lo troveranno nell’Isola di Cocc!”

Da quel giorno si dice che l’isola di Cocc sia abitata da una magia. Chi vi torna racconta di un luogo esotico meraviglioso e una pace mai provata prima. Ogni zona dell’isola trasmette pazienza e premura e a tutti resta impresso una messaggio che accoglie già nelle spiaggia d’arrivo.

“Non lasciarti condizionare dagli eventi, sdrammatizza e perditi nell’immensità altrui”

Si dice sia proprio questo il tesoro dell’Isola di Cocc.

1 thought on “L’isola di Cocc”

  1. Spero di trovarlo un tesoro di quella consistenza, magari dove comincia un arcobaleno, o sotto le radici di un albero dalle foglie color argento…o magari proprio su un isola come quella che hai creato tu……Bellissimo racconto

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