Storia di Vivì

Faceva sempre così: sporgeva il collo in avanti, scrutava l’immensità del cielo e poi tornava a rannicchiarsi nel suo dolce nido. Aveva paura del niente. Aveva la fobia di tutto. Aveva il desiderio di fare tante cose anche se viveva di condizionali.
“Buttati dai!” insisteva sua mamma.
“Ho paura di farmi male!” rispondeva la piccola cicogna.
“E’ una nuvola non può farti male!”
“E se trovo un buco?” chiese Vivì.
“E se … e se … e se? Non farti troppe domande, salta!” con qualche esitazione, gli occhi chiusi e il becco corrugato in una smorfia di paura Vivì saltò. Fu un atterraggio soffice e piacevole. Palline morbide di nuvola si dispersero nel cielo intorno a lei e le piacque così tanto da trasformarlo nel gioco di un giorno intero.

Vivì crebbe con un piumaggio sgargiante a pois. Correva, pattinava e ballava. Giocava sempre con i suoi amici, trascorreva ore a chiacchierare e quando rimaneva da sola si perdeva a guardare le cicogne più grandi. Diventerò mai una cicogna professionista? si domandava. Le cicogne professioniste erano così belle e fiere. Volavano in lungo e in largo portando tanti regali diversi e ognuno dava felicità alle persone. Potrei fare la cicogna fiorista o la cicogna pattinatrice. Mi piacerebbe anche la cicogna che insegna…Aveva tante idee ma non riusciva mai a scegliere. Per diventare cicogna professionista Vivì doveva studiare, prendere bei voti e superare un esame difficilissimo. Tutti le dicevo che ce l’avrebbe fatta perché lei aveva i voti più belli della classe, era in gamba e molto intelligente.

Arrivò l’ultimo giorno di scuola e il maestro le disse “Vivì hai ottimi risultati. Una pagella brillante segno di profonda sapienza. Come sai però per diventare una cicogna professionista devi rispondere alla domanda più difficile di tutte” iniziò il maestro lanciandole uno sguardo severo. “Cosa vuoi essere da grande?” domandò.
“Vorrei aiutare le persone” rispose fiera di sé.
Il maestro strabuzzò gli occhi “Non hai risposto! Aiutare gli altri non significa essere qualcuno” si avvicinò di colpo al suo becco. “E cosa significa aiutare le persone?”
“Vuole dire renderli felici.” rispose Vivì titubante.
“Che risposta ovvia!” sbottò il maestro. “Come farai?”
Vivì fu presa dal panico. Perché si arrabbia? Se non passo l’esame? si chiese iniziando a sudare freddo. Non riusciva più a pensare e dovette ammettere “Questo ancora non lo so!”
“Male, molto male Vivì. Anni e anni di studi non sono servirti a farti capire che devi organizzare tutta la tua vita? Devi professionalizzarti sulla tua materia migliore! Sono molto deluso. Mi spiace ma non potrai diventare una cicogna professionista”.

Vivì scoppiò a piangere. Nessuno nel mondo delle nuvole riuscì a credere a quanto era accaduto. La più brillante studentessa bocciata.
Alcuni animali del cielo però si gongolarono per questa notizia. In fin dei conti Vivì non sapeva cosa fare da grande ma perché non sfruttarla nelle materie in cui era molto brava? Così iniziarono ad assumerla in tanti posti diversi per sistemare i conti, correggere le pratiche, mandare sentenze e via discorrendo. Non si preoccupavano di vederla felice.
Lentamente l’entusiasmo di Vivì iniziò a spegnersi. Vedeva tutto nero e pensava che per lei non ci sarebbe stata mai nessuna soddisfazione. Ogni mattino Vivì si domandava cosa non và in me? Perché non trovo la risposta giusta da dare al maestro? Sentiva di buttare via le sue energie in cose che non le piacevano.

Una sera una cicogna spelacchiata e un po’ appesantita si fermò a prendere fiato sulla stessa nuvola di Vivì.
“A cosa pensi?” domandò il nuovo arrivato vedendola assorta nei suoi pensieri.
“A cosa significa essere felici”
Il nuovo arrivato si passò le piume tra la testa pelata e pensò che tra tutte le cicogne del cielo aveva incontrato quella con più paranoie. Non aveva voglia di intavolare discorsi complessi. La sua era stata una giornata intensa. Pensò che per aiutare quella dolce cicogna poteva fare solo una cosa: lasciare che fosse lei a consegnare il suo pacco. Ma le raccomandò di volare subito via appena dato il regalo.

Vivì era molto emozionata. Lo sconosciuto non sapeva che lei non poteva consegnare pacchi non essendo una cicogna professionista. Il mio primo pacco! Perché mai dovrei andarmene appena consegnato? Voglio godermi tutto! pensò.
Arrivò in una casetta piccola e malandata, ci abitavano due signori un po’ anziani. Vivì lasciò il pacco fuori dalla porta, bussò con il becco e volò a nascondersi dietro un albero. Rimase in attesa e finalmente i due signori aprirono il regalo. Vivì non capiva. Non sembravano felici.
Come può essere? Tutte le cicogne professioniste regalano cose che fanno diventare felici! si disse. Ci fu una discussione tra i due signori ma poi la donna prese il pacco con sé, chiuse fuori il marito e gli ordinò di tornare solo quando avrebbe cambiato idea.
Vivì era stordita. Tornò sulla nuvola dove aveva lasciato il nuovo arrivato.

“Non capisco” gli disse interrompendo il suo sonno “perchè non erano felici?”
Il nuovo arrivato non le rispose ma la invitò a consegnare un’altra serie di regali. Vedendo le reazioni di rabbia, tristezza e dolore Vivì decise di aprire i prossimi doni che doveva consegnare. In quei cuccioli d’uomo qualcosa non quadrava. Erano diversi dalle persone che vedeva. Alcuni non potevano camminare, altri non vedevano, altri ancora si muovevano in modo contorto. Il suo cuore venne riempito di tenerezza e con le sue lunghe piume accarezzò tutti quei cuccioli.
Tornò dallo sconosciuto. “Perchè mi hai fatto consegnare i pacchi al tuo posto?” gli domandò.
“Torna nelle case in cui si sei stata vedrai che troverai risposta alla domanda del nostro primo incontro” le ordinò il nuovo arrivato.

Vivì volò e quello che vide la stupì. Quelle persone che le erano sembrate arrabbiate erano piene di una luce nuova. Non erano solo felici. Erano innamorate della vita. Guardando quelle persone che affrontavano le difficoltà con amore capì cosa significa essere felici e si sentì pronta per il maestro.

“Allora Vivì hai scoperto cosa vuoi fare da grande?” le domandò il maestro pronto a bocciarla di nuovo .
“Sarò una cicogna-mamma” rispose decisa.
“Non capisco. Cosa significa?”
“Significa che avrò cura delle persone, insegnerò loro l’arte dell’amore e capiranno che insieme possono vivere meglio”.
“Cosa metterai nel tuo pacco regalo?”
“Regalerò relazioni perché le persone per essere felici hanno bisogno di costruire legami. Nulla di più.”
Il maestro ci pensò su. Vivì sembrava cambiata, sicura di un futuro nuovo, coraggiosa e meno intimorita del passato. Suo malgrado si rese conto che certe cose non le insegnano i libri ma solo la vita e Vivì era pronta per trasformare la felicità in amore.
“E’ una trasformazione epocale nel mondo delle cicogne. Dovrai fare del tuo meglio!”

Fu così che Vivì smise di avere paura del niente. Divenne una cicogna professionista e insieme allo sconosciuto, che ormai non lo era più, creò pacchi regalo davvero speciali capaci di trasformare la vita delle persone!

2 pensieri riguardo “Storia di Vivì”

  1. Che emozione leggere il mio sogno trasformato in una bellissima fiaba…con la tua meravigliosa fantasia hai creato personaggi e vicende che raccontano di me e di chi mi sta accanto!un regalo speciale da una persona altrettanto speciale, grazie Marta!

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