Storia di Luigi zampe svelte

Il coniglio Luigi era nato all’interno di un recinto in una piccola fattoria. La sua famiglia era numerosa e ogni giorno giocava con i suoi fratelli. Il loro gioco preferito era scappare dal fattore. Luigi correva veloce come un razzo e nessuno riusciva a batterlo. Era così svelto che il padrone della fattoria non riusciva mai ad acciuffarlo.

Con le sue orecchie lunghe un giorno sentì dire all’uomo della fattoria che, anche se correva veloce, entro pochi giorni sarebbe diventato pure lui un gustoso pranzetto con le patate arrosto. Luigi ebbe paura e fece l’unica cosa che sapeva fare: correre via.

Si rifugiò in un bosco sconosciuto. Sentendosi al sicuro iniziò a saltarellare e vide sui tronchi degli alberi tanti volantini che invitavano gli abitanti del bosco a partecipare ad una gara di corsa. In premio un delizioso cesto di alimenti.

“Se partecipo e vinco potrei guadagnarmi da mangiare per tutto il mese…” penso fra sé e sé. Così partecipò alla gara e quando fischiarono il “via” corse più veloce che poteva. Vinse. Era la seconda volta in vita sua che correva non per gioco ma per ottenere qualcosa. Vincere gli piacque e così decise di iscriversi anche alla gara successiva. In palio questa volta c’era una tana. “Non sarebbe male vincere visto che ora non ho una casa.” pensò.

I suoi avversari sembravano più agili ma quando il giudice diede il “via” Luigi seminò tutti dietro una scia di polvere e vinse la sua nuova tana. Vincere gli piaceva così tanto che si iscrisse a tutte le gare dell’anno. In poco tempo diventò una celebrità. Alle gare partecipavano animali dai boschi vicini tutti speranzosi di batterlo. Ma nessuno ci riusciva mai. Intanto le sue gesta vennero riconosciute: i giornali parlavano di lui, tutti lo acclamavano e scommettevano sulle sue vittorie. Adorava essere popolare perché gli bastava aprire bocca e ogni suo desiderio veniva esaudito!

Un giorno camminando nel bosco fece un incontro strano. Trovò un grosso fagiano che lo osservava.

“Strano non mi riconosce” pensò Luigi. Il fagiano non era del posto e non sapeva che Luigi fosse famoso. Lo guardava come un fagiano guarda un coniglio e quando si stufò volò via. Luigi rimase incantato dal volo dell’uccello. “Anche io voglio volare” pensò e corse nel bosco per trovare qualcuno che costruisse delle ali per lui. Andò da Picchio il falegname, da Castoro il carpentiere, da Merlo lo stregone ma niente…nessuno poteva aiutarlo anzi dicevano “Ma chi credi di essere? Sei un coniglio non un uccello!”.

Era vero ma Luigi non riusciva ad accettarlo. Sconsolato e triste Luigi tornò alla sua tana chiedendosi come avrebbe fatto a realizzare il suo sogno. Voleva così tanto volare che non gli importò più né di gareggiare né di vincere. Il fatto era che Luigi non aveva più un motivo per correre. Se prima correva per vincere ora vincere non gli interessava perché aveva capito che nella vita voleva solo volare ma non poteva perché le ali non le aveva.

All’inizio la gente del bosco si preoccupò per lui “Dicono che sia diventato matto” dicevano alcuni, “Vorrebbe essere qualcosa che non è” dicevano altri e Luigi smise di uscire di casa per paura dei commenti. Il fagiano incuriosito da queste dicerie andò in cerca di Luigi e quando lo trovò provò una grande tenerezza.

“Cos’è questa faccia abbattuta?” domandò l’uccello al coniglio.

“Sono triste perché vorrei volare ma non posso. Tutti mi credono matto e ora mi nascondo perché mi vergogno” rispose Luigi vedendo il fagiano che aveva mosso il suo sogno.

“Sbaglio o ho sentito dire che sei un grande atleta?” chiese il fagiano.

“Lo ero… ora sono solo un coniglio” rispose Luigi.

“Ti sbagli! Vieni con me, ti aiuterò a capirlo.” Luigi seguì il fagiano in mezzo a un campo pieno di ostacoli.

“Solo perché non sei nato con le ali non significa che tu non possa volare. Bisogna solo allenarsi un po’.” il fagiano spiegò a Luigi che esistevano tanti tipi di sport oltre alla corsa e secondo il suo parere Luigi sarebbe stato fortissimo nel salto con l’asta. Era vero! Le gambe e il suo desiderio di arrivare sempre più in alto trasformarono Luigi da un velocista a un saltatore. Gli veniva tutto naturale. Più si allenava e più era felice: aveva finalmente realizzato il suo sogno.

Si aprì la bella stagione e con essa ricominciarono anche le gare. Quando Luigi si presentò calò il silenzio. Lui presa la sua asta e si diresse verso la pista. Saltò con tutta l’energia che aveva e lassù in mezzo al cielo provò l’ebbrezza del volo. Rimasero tutti a bocca aperta “E’ riuscito a volare!” dicevano. Lui soddisfatto non aspettò neanche di sentire se aveva vinto. Presa la sua asta e insieme al fagiano tornò alla sua tana. In fin dei conti il regalo più bello se lo era fatto da solo: vincere il proprio sogno.

 

 

 

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