Storia di Lucilla e di una casa speciale

Lucilla era una lumaca con due graziose antenne e una curiosità fuori dal comune. Sembrava essere molle e senza muscoli invece era un animale molto forte perché da quando era nata i suoi genitori l’avevano obbligata ad uscire sempre con la propria casetta sulle spalle. Dicevano che lì dentro avrebbe potuto conservare le cose più importanti della vita: i ricordi. Lucilla aveva preso a cuore la sua casetta e aveva deciso di renderla la casetta più bella di tutte con un colore rosso vivo che si intonava bene al bianco della sua carnagione. I suoi amici avevano aggiunto dei disegni intorno alla piccola porta che aveva costruito per riuscire a riporre tutte le immagini, le chiacchierate, le vicende, le storie e le idee che voleva custodire per sempre. Era felice perché i suoi amici l’avevano aiutata a creare una casetta vivace, diversa da quella di tutte le altre lumache.

Lucilla strisciava con la sua casetta nel villaggio e ogni volta che si spostava si fermava a guardare tutto quello che la circondava: le persone, le piante, il cielo… Le piaceva ascoltare quello che diceva la gente e si divertiva a memorizzare i comportamenti degli altri. Ogni sera poneva nella sua casetta i ricordi della giornata e giorno dopo giorno la sua casetta divenne sempre più pesante.

I suoi amici le dicevano “Lucilla togli qualche ricordo dalla tua casetta altrimenti non riuscirai più a muoverti!” ma Lucilla era affezionata ai suoi ricordi e non voleva che volassero via.

“No, porterò sempre tutto con me.” ribatteva.

La sua forza però veniva messa a dura prova perché a causa del peso della sua casetta Lucilla arrivava sempre in ritardo. Giorno dopo giorno i cuccioli che giocavano insieme a lei si stufarono di aspettarla perché quando Lucilla arrivava per loro era già ora di rientrare. Ben presto smisero di invitarla, ridevano alle sue spalle e la soprannominarono la “ri-tardona” ritenendo non solo che arrivasse in ritardo ma anche che non capisse le cose. Lucilla si trovò sola, senza nessuno con cui poter divertirsi. Scoraggiata pensò di non uscire più a strisciare nel villaggio.

“Cosa fai qui tutta sola piccolina?” le domandò un giorno una vecchia lumaca trovandola nascosta sotto una foglia.

“Resto qui perché non ho più amici” replicò Lucilla.

“Se nessuno dei tuoi amici ti vuole è il momento giusto per conoscerne di nuovi” le disse la lumaca.

“E se non mi volesse più nessuno?” chiese preoccupata Lucilla.

“Se nessuno ti vorrà tu continua a camminare, impara dagli altri e goditi i paesaggi. Vedrai che arriverà il giorno in cui tutto cambierà e quando succederà tu saprai goderne appieno!”

Incoraggiata dai consigli della vecchia lumaca Lucilla riprese a girovagare. Divenne lenta anzi lentissima ma continuava a spostarsi convinta che un giorno qualcuno le avrebbero voluto bene.

Diventò grande e iniziò a lavorare in un famoso giornale nel villaggio. Aveva un ruolo marginale perché per colpa della sua casetta non riusciva ad arrivare al lavoro al mattino ma solo al pomeriggio. La lasciavano nel sotterraneo a sistemare qualche scartoffia per essere sicuri che riuscisse a fare il suo compito. A Lucilla non dispiaceva il suo lavoro ma sapeva di valere molto di più. Sognava di sedere in un ufficio nei piani alti e di avere una scrivania piena di articoli e di lavoro da fare.

Un giorno arrivò in ufficio e trovò una grande confusione. Tutti correvano e si agitavano, urlavano e si parlavano l’uno sopra l’altro. Lucilla non capiva il motivo di tutto quel fermento.

“Cosa sta succedendo?” domandò la lumaca.

“Hanno telefonato quelli della televisione perché vogliono fare un programma sul nostro villaggio ma noi non sappiamo cosa dire.” rispose il suo collega.

“Come non sappiamo cosa dire? Il nostro villaggio ha una storia centenaria!” esclamò Lucilla.

“Purtroppo nessuno ha mai raccolto i racconti del nostro villaggio e ora rischiamo di fare una figuraccia davanti a tutti.” ammise preoccupato il suo collega.

“Oh ma io…” Lucilla richiamò l’attenzione e quando tutti si fermarono a guardarla aprì la porticina della sua casetta. C’erano tante storie. Alcune erano state dette sottovoce altre urlate nelle piazze. Alcune erano accompagnate da disegni, altre da foto, altre ancora da piccoli cimeli. Ogni storia aveva importanza per il villaggio e per chi lo abitava. I colleghi di Lucilla rimasero a bocca aperta. Il direttore corse verso di lei e la supplicò di cederle i suoi ricordi.

“Veramente io…” fece titubante Lucilla.

“Oh certo immagino tu voglia una promozione in cambio…” le disse pensoso il direttore.

“Io volevo solo dire…” provò a continuare Lucilla.

“Sarai la nostra inviata speciale e ti occuperai tu del programma televisivo!” sentenziò il direttore.

Lucilla non poteva credere alle sue orecchie: sarebbe diventata una vera giornalista!

“Grazie signor direttore ma io volevo solamente dire che sono molto legata a questi ricordi e se li lascio andare la mia casetta resterà vuota.” ammise preoccupata.

“Per questo ho una soluzione io!” si intromise il tecnico dei computer. “Se me lo permetti potrei costruirti una nuova casetta tecnologica. Sarà leggerissima. Dentro avrai tutti i ricordi del passato e potrai aggiungerne di nuovi. Cosa ne dici?”

Con questa promessa Lucilla decise di condividere i suoi ricordi. In men che non si dica sostituì la sua vecchia casetta rossa con una nuova. Dopo tanti anni tornò a muoversi velocemente e questo le permise di diventare una bravissima inviata sempre pronta e disponibile a documentare nuovi servizi. I suoi programmi televisivi furono un successo e nel suo villaggio divenne una piccola star.

Ma Lucilla non si montò la testa. Sapeva quanta fatica aveva fatto per raggiungere il suo sogno e ogni giorno ringraziava con il pensiero la vecchia lumaca che le aveva infuso coraggio. Pensava a lei ogni volta che poneva un nuovo ricordo dentro alla sua casetta, ogni volta che stringeva un’amicizia, ogni volta che rideva.

In fondo la vecchia lumaca aveva ragione: arriva il giorno in cui si sà godere appieno della vita!

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